CI VEDIAMO IN PISTA: IL NUOVO TRAVOLGENTE SINGOLO DEI FILTHY SIX
Il trombettista Nick Etwell, vincitore di un Grammy, torna con il suo sestetto Soul Jazz/Funk “The Filthy Six” e il loro quarto album, “Return of The Swagger Junkies: Vol 1”, di prossima pubblicazione per l’etichetta Color Red.
Etwell, di base a Londra, vanta una carriera eclettica e variegata, avendo collaborato con artisti del calibro di David Axelrod, Beck, Roger Daltrey, Foo Fighters, Noel Gallagher e Tom Jones, oltre ad aver trascorso oltre un decennio in tournée con i Mumford & Sons. Nel corso degli anni, tuttavia, si è dedicato con passione alla vasta eredità della musica afroamericana. I suoi numerosi crediti in questo ambito spaziano da leggende come Carla Thomas, Ronnie Spector, Mavis Staples, Cyril Neville e Fred Wesley fino a esponenti contemporanei quali Jill Scott, Thee Sacred Souls, Antibalas, Jon Cleary e Adrian Quesada. Parallelamente all’attività di session man, il progetto principale di Etwell sono i The Filthy Six: dopo aver pubblicato tre album negli anni 2010 con la storica etichetta britannica Acid Jazz, la band torna ora con il suo secondo disco per la Color Red, etichetta con sede a Denver. Considerato forse il gruppo Soul Jazz più entusiasmante e autentico del Regno Unito, la formazione si è affermata come una delle realtà live più elettrizzanti della scena. Le loro sezioni fiati travolgenti, la chitarra carica di soul e l’organo viscerale sono sostenuti da una delle sezioni ritmiche più potenti e “groovose” in circolazione; il curriculum collettivo della band vanta collaborazioni con alcuni dei più grandi nomi della musica: Amy Winehouse, Jack White, Dionne Warwick, Duran Duran, Mark Ronson, Madness, Robbie Williams, Jamie Cullum e Disclosure, solo per citarne alcuni. Il gruppo riprende la lezione dei maestri delle etichette Blue Note e Prestige — come Lou Donaldson, Grant Green, Jack McDuff e altri — arricchendola con una serie di influenze moderne e attualizzando il sound Soul Jazz attraverso una produzione analogica che definiscono “Instrumental Soul”.

Con la partecipazione, in alcuni brani, del percussionista e collaboratore di lunga data Snowboy, la loro miscela unica di Soul Jazz, Funk, Blues e Latin Boogaloo offre avventure sonore per mente, corpo e anima, il tutto condito con una generosa dose di “Filth” (quella grinta sporca e viscerale tipica del loro stile).
<< Il primo singolo estratto dall’album, “Jack Attack”, è un omaggio al leggendario re dell’organo Jack McDuff, un vero idolo della band – ha dichiarato l’artista – il brano è un omaggio alle sue travolgenti interpretazioni blues per la Prestige e la Atlantic: un pezzo soul breve e tagliente, suonato a tutto gas, che non risparmia nulla. Registrato dal vivo su nastro e in un’unica stanza, il sound catturato riflette quell’energia ad alto voltaggio e quell’autenticità che contraddistinguono lo stile “Filthy”. Per l’occasione abbiamo ampliato la sezione fiati: Mark ha concesso al possente sax baritono un raro invito al party dei Filthy. >>