KERBSIDE COLLECTION: IL RITORNO DEL GRANDE JAZZ-FUNK CON “CUE BLUE”

Cue Blue è il nuovo album del quartetto di Brisbane Kerbside Collection: un lavoro dal groove travolgente che unisce jazz-funk polveroso e soul dalle sonorità blues, il tutto avvolto in un sound squisitamente vintage, tipico degli anni ’60 e ’70, ricco di funk autentico e genuino.

“Cue Blue”, quinto album in studio del collettivo australiano Kerbside Collection – noto per il suo sound jazz-funk ruvido e viscerale – segna un ritorno a una formazione a quartetto più classica ed essenziale, composta da chitarra, basso, batteria e fiati.

Si tratta di un’impostazione già delineata in lavori recenti (tra cui il brano “Fleet Streak”, presente nella compilation “Golden Rules”) e che richiama l’approccio degli esordi del gruppo (l’album “Mind The Curb” del 2013 e il singolo “Night in Tunisia”). Al contempo, il disco trae ispirazione dal funk e dal soul di stampo classico, intriso di blues e tipico della tradizione di New Orleans – sulla scia di artisti come The Meters, Boogaloo Joe Jones, Melvin Sparks e Billy Butler. Tuttavia, non si tratta di un’operazione puramente nostalgica o rivolta al passato: l’album dialoga apertamente con i protagonisti della scena ‘deep funk’ contemporanea, come The Greyboy Allstars, Eddie Roberts, The New Mastersounds, The Mighty Mocambos, Breakestra e, restando in Australia, i Cookin’ on 3 Burners, Lance Ferguson e The Bamboos.

Il singolo apripista, “Shivers”, offre una panoramica chiara e una dichiarazione d’intenti definitiva, racchiudendo tutti gli elementi distintivi del sound dei Kerbside: fraseggi chitarristici vellutati, linee di basso elastiche, ‘drum break’ serrati e incisivi, e raffinati arrangiamenti per fiati. Il brano evolve poi in un esercizio di ‘mod-funk’ frenetico e vivace, arricchito da inflessioni ‘Northern Soul’ e ‘Motown’ nelle sezioni centrali. “City Park Avenue” evoca le atmosfere classiche del funk di New Orleans, grazie a fiati spavaldi, una chitarra sinuosa e un ritmo scandito dal tamburello. “Coffee Grinder” (che richiama un noto passo di ‘breakdance’) esplora invece il territorio del funk più classico, pensato per i ‘b-boy’, con un ‘drum break’ tagliente, riff corposi e un trascinante assolo di trombone. Prima che il ritmo del disco cambi, lasciando il posto a un boogaloo fatto di schiocchi di dita e battiti di mani – che richiama le sonorità dell’Harlem e del Bronx portoricano dei primi anni ’60 (sulla scia di Willie Bobo, Mongo Santamaria e Ray Barretto) – arricchito da uno scintillante assolo di sax baritono di “Papa Joe” Roberts, collaboratore di lunga data del gruppo.

“Sittin’ On The Porch” abbassa ulteriormente la temperatura, addentrandosi in territori che richiamano il blues del Delta della Louisiana meridionale, pur evocando al contempo l’atmosfera calda e afosa della loro città natale, nella periferia di Brisbane, in Australia. Il brano è arricchito da bizzarre percussioni elettroniche (stile Casio) che riproducono i suoni tipici di un giardino – come il ticchettio degli irrigatori o il ronzio delle zanzare – mentre il trombone suggerisce il passaggio di automobili; il chitarrista TC Tyler, dal canto suo, evoca lo stile blues di artisti come John Lee Hooker e R.L. Burnside, rendendo l’umidità quasi tangibile sulla pelle.

Si prosegue poi con un tuffo nel passato: la rilettura di “San Francisco Knights”, classico hip hop dei People Under The Stairs, riporta il brano in una dimensione pienamente strumentale, impreziosita da un altro pregevole assolo di chitarra. L’album giunge quindi alle battute finali con “Shimmer”, una ballata jazz intensa e suggestiva, arricchita dal contrabbasso sensuale di Elliott Parker e da un trombone che guida la melodia in una passeggiata rilassata lungo la strada. Il disco si chiude con la title track, “Cue Blue”, un classico brano ‘blue-eyed soul’ (composto dal bassista Parker) che sprigiona le atmosfere dell’R&B e del soul d’altri tempi, sulla scia di artisti come Donny Hathaway e Marvin Gaye.

Un lavoro caratterizzato da arrangiamenti funky e composizioni raffinate – firmate in gran parte dal chitarrista TC Tyler, membro entrato di recente nel gruppo (che farà la gioia dei fan dei Tower of Power e dello stile chitarristico di John Scofield) – che mette in luce tutti gli elementi distintivi del sound dei Kerbside, sostenuti da un groove trascinante. Il risultato è un mix di jazz-funk graffiante e soul genuino, con spiccate venature blues, richiami agli anni ’60 e ’70 e un’anima funk autentica e viscerale.

“Cue Blue” è una pubblicazione Légère Recordings.

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