ANDREA GIOMARO, UN LAVORO “SACRO” PER MEL GIBSON
“Di solito frusto Gesù ma questa volta gli ho proprio messo le mani in faccia!”
Il truccatore fanese Andrea Giomaro è reduce dal set del prossimo film di Mel Gibson ”
, sequel de “la passione di Cristo”, di cui sono terminate le riprese 2 settimane fa e che dovrebbe debuttare nei cinema diviso in 2 capitoli dal 2027.
“Ho fatto diversi film per i quali ho dovuto creare le ferite di Gesù ma per questo film ho preso il calco dal vivo del viso dell’ attore e ho fatto (tra i tanti stampi degli apostoli) anche quelli del naso di Gesù realizzato dal supervisore Lorenzo Tamburini, uno dei truccatori più bravi d’Italia che mi ha coinvolto in questo progetto.
Tra le tante cose imparate in questo periodo ho scoperto che Mel Gibson indossa solo Crocs come me!”
Attualmente Giomaro sta collaborando ancora con Tamburini e l’altro fanese Andrea Eusebi per altri progetti come “il mostro di Firenze” e pochi giorni fa ha ricevuto un riconoscimento come miglior truccatore per il video musicale della canzone “Lupo” di Chiello ritirato a Milano durante i “Videoclip Italian Award”
“E’ stato uno spasso perchè ho dovuto realizzare degli zombie che sono la mia passione e ho truccato con il collega e amico di vecchia data, nonchè re indiscusso degli zombie, Carlo Diamantini (di Pesaro).
Se non fosse stato per l’amico fisioterapista Marco Marzani, che mi ha dato una sistemata, non so se sarei riuscito.
Sempre per Chiello ho curato anche i trucchi per il video della canzone di Sanremo.
Adesso sono molto coinvolto da quello che sta avvenendo a Fano per la scoperta della Basilica di Vitruvio.
Già dal 2009 ho lavorato col Maestro Enry Secchiaroli al primo documentario su Vitruvio e Fano e ora, oltre a voler realizzare una statua dello storico “architetto”, ho speso diverso tempo ed energie per proporre idee di tutela e valorizzazione della scoperta e della città nel suo insieme.”
Tra le tante idee proposte da Giomaro citiamo la ricostruzione integrale della basilica, un’ installazione di un pezzo di edificio a sbalzo sul sito archeologico, una colonna/faro, la costruzione di Fano Romana in miniatura e per finire i “Giardini Vitruvio”, da realizzare seguendo schema e dimensioni dello storico edificio.
“Tutto questo sempre considerando che, secondo me, servirebbe un hub all’ingresso della città per accogliere e indirizzare i turisti e proporre itinerari e modalità di visita della città, divertenti, rispettose, consapevoli e sostenibili, mentre Fano deve finalmente adeguarsi a diventare quello che può e che dovrebbe essere facendo convergere e interagire le varie identità culturali ( città di Vitruvio, ma anche dei bambini, di Torelli, del Carnevale, del Lisippo, dell’offerta enogastonomica e tanto tanto altro ) come tessere di un mosaico.”