DIECI ANNI DI “FANO, UNA CITTÀ DA GUSTARE”: UNA LUNGA STORIA TRA CIBO, CULTURA E TERRITORIO
Dalla prima edizione all’ultimo appuntamento, dieci anni di incontri con protagonisti della gastronomia italiana, della ricerca, della comunicazione e della formazione. Un’esperienza costruita grazie a una rete di imprese, associazioni, scuole e istituzioni
Un decennio nel quale parlare di cibo a Fano ha significato parlare anche di cultura, territorio,
professioni, ricerca, formazione, ambiente e futuro. “Fano, una città da gustare” presenta il bilancio di un’esperienza decennale che, edizione dopo edizione, ha trasformato un appuntamento di informazione gastronomica in un fondamentale punto di incontro fra i mondi della formazione, della scuola e quelli della produzione gastronomica, della ristorazione e dell’accoglienza.
Si tratta di un’esperienza che ha portato a Fano protagonisti di rilievo nazionale e ha creato occasioni di confronto fra il mondo della gastronomia e quello della cultura, della scienza, della scuola e dell’impresa.
Dieci anni durante i quali il cibo è stato raccontato per tutto ciò che rappresenta sotto i profili sociali, storico, identitario, professionale, imprenditoriale, tradizionale, conoscitivo, scientifico e di ricerca.
È questo il patrimonio che “Fano, una città da gustare” lascia alla città dopo un decennio.
Il progetto era nato dieci anni fa con un’idea semplice ma non scontata: raccontare l’alimentazione e l’ospitalità senza fermarsi al piatto. Da allora, per dieci anni consecutivi, Fano ha ospitato incontri e testimonianze con chef, sommelier, produttori, docenti universitari, giornalisti, ricercatori ed esperti, affrontando il cibo da molte angolazioni differenti.
Il bilancio di questo decennio passa innanzitutto attraverso le persone che hanno accettato di partecipare. Fra i protagonisti dell’alta ristorazione Pietro Catzola, cuoco dei Presidenti della Repubblica, Michele Di Già, panettiere dell’Osteria Francescana, Giacomo Marcattili, maître-sommelier del San Domenico di Imola, ed Enrico Mazzaroni, chef patron del Tiglio di Montemonaco ECC…
Il mondo del vino e dei prodotti agroalimentari è stato rappresentato, fra gli altri, da Sandro Camilli, presidente nazionale AIS, Renzo Ceccacci, presidente di Olea, Dominga Cotarella, presidente della Fondazione Campagna Amica, e Giovanni Girolomoni, presidente della Cooperativa Girolomoni di Isola del Piano, LE CANTINE DI DI SANTE, GUERRIERI, BRUSCIA, ECC. …
Accanto a loro studiosi e ricercatori come Corrado Piccinetti, professore e già direttore del Laboratorio di Biologia Marina di Fano, Andrea Segrè, docente di economia circolare, e Leonardo Seghetti, docente di chimica, ECC.
Sul versante della cultura e della comunicazione gastronomica hanno portato il loro contributo Tommaso Lucchetti, studioso del cibo nella cultura contemporanea, Elsa Mazzolini e Luigi Franchi.
Sono questi soltanto alcuni dei nomi che hanno costruito, nell’arco di dieci anni, il patrimonio di conoscenze e testimonianze che “Fano, una città da gustare” ha offerto alla città.
Dieci anni, una stessa idea
Il filo conduttore del progetto è rimasto quello originario: considerare il cibo come un osservatorio privilegiato sulla società e fare dei giovani e della scuola i protagonisti principali per un confronto sui temi dell’alimentazione e dell’ospitalità.
In dieci anni si è parlato di cucina e ristorazione, ma anche di agricoltura, pesca, vino, olio, caffè, miele, sicurezza alimentare, sostenibilità, economia circolare, formazione e comunicazione. Temi diversi riuniti dalla consapevolezza che all’interno della ristorazione, dell’industria alimentare, del turismo, e dietro ciò che arriva sulla tavola esiste una filiera fatta di persone, lavoro, competenze e territorio.
È anche per questo che la manifestazione ha scelto fin dall’inizio di coinvolgere prima di tutto il mondo della scuola e della formazione.
Nel corso del decennio hanno partecipato al progetto l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, l’Ipssar Santa Marta di Pesaro, il Polo 3 di Fano, l’Ipssar Savioli di Riccione, l’Ippsar Celli di Piobbico e l’Istituto Agrario Cecchi di Pesaro.
L’obiettivo era creare un collegamento diretto fra studenti, professionisti e mondo della ricerca, offrendo alle nuove generazioni l’opportunità di conoscere da vicino le professioni e le trasformazioni del settore gastronomico e dell’alimentazione.
Il risultato straordinario di questo decennio è anche il frutto di una rete di collaborazioni costruita nel tempo. Tra le aziende che hanno sostenuto la manifestazione fin dalle prime edizioni figurano Coop Alleanza 3.0, Caffè River di Arezzo, Coldiretti Pesaro Urbino, Cooperativa Campo, CNA Pesaro Urbino e BCC Fano.
Al progetto hanno aderito inoltre Federalberghi Marche, AIBES Marche, AIS Marche e F.I.C. Marche, mentre sul fronte della comunicazione la manifestazione ha potuto contare sulla collaborazione di Italia a Tavola, La Madia e Sala&Cucina.
Il sostegno istituzionale è arrivato dal Consiglio regionale delle Marche, dalla Provincia di Pesaro e Urbino e dal Comune di Fano, che hanno concesso il proprio patrocinio.
A seguire l’impostazione scientifica del progetto è stato, nel corso degli anni, il Comitato scientifico composto da Alfredo Antonaros, presidente, da Giuseppe Ciampoli, da Elena Piatti e da Domenico Consoli.
Ideatore e coordinatore della manifestazione è stato Paolo Pagnoni che ha accompagnato il progetto dalla prima edizione fino alla conclusione del decennale.