Ex Ospedale psichiatrico “San Benedetto”, al via 3 mostre nelle sedi della Provincia di Pesaro e Urbino e dell’Archivio di Stato

Dal 4 giugno “Le carte ritrovate” e “PIU’ – Partecipazione e Innovazione Urbana”, dal 7 giugno “Il San Benedetto – Studi e materiali delle Cartelle cliniche 1870-1872”

Prenderà il via venerdì 4 giugno alle ore 17, nella sala “Adele Bei” della Provincia di Pesaro e Urbino (viale Gramsci 4 a Pesaro), la mostra “Le carte ritrovate dell’ex Ospedale psichiatrico provinciale San Benedetto”, che porterà all’attenzione del pubblico e degli studiosi planimetrie progettuali, documenti e disegni originali riguardanti il “San Benedetto”, custodite negli anni in una “cartella d’altri tempi” conservata nell’Ufficio tecnico settore edilizia della Provincia, tra cui spiccano i progetti di Pompeo  Mancini (del 1834) ed alcuni studi sotto la direzione di Giuseppe Girolami (del 1858 circa). L’esposizione, che proseguirà fino al 14 giugno (tutti i giorni con orario 10-12.30 e 17-19, ingresso libero), è promossa dalla Provincia in collaborazione con l’Archivio di Stato di Pesaro-Urbino, l’Ente Olivieri-Biblioteca e Musei Oliveriani e l’associazione Quatermass-x ed è curata da Roberto Vecchiarelli, Emilia Balduini, Lucrezia Tornari ed Elisa Del Fattore.

Sempre dal 4 al 14 giugno e con gli stessi orari, nella “Sala Mari” della Provincia, adiacente alla Sala “Bei”, sarà allestita l’esposizione “PIU’ – Partecipazione e Innovazione Urbana” sui progetti per il “San Benedetto”, a cura degli studenti del liceo artistico “Mengaroni” di Pesaro, che ha visto coinvolte le classi V A “Architettura e Ambiente” e V E “Design” nell’elaborazione di idee e progetti su quella parte dell’ex ospedale psichiatrico rappresentata dalla lavanderia, mettendola in connessione con il verde circostante (ingresso libero). Il tutto nell’ambito di un progetto promosso e  finanziato dal Ministero dell’Istruzione per la riqualificazione urbana di luoghi disagiati del territorio da rivalutare dal punto di vista storico, artistico e culturale.

In collegamento con le due mostre in Provincia, il 7 giugno prenderà il via nei locali dell’Archivio di Stato di Pesaro-Urbino (via Neviera 44, Pesaro) un’altra esposizione dal titolo “Il San Benedetto – Studi e materiali delle Cartelle cliniche 1870-1872”, curata dal funzionario archivista Sara Cambrini, rientrante nel progetto “Carte da legare: archivi della psichiatria in Italia” promosso dal Ministero della Cultura. In mostra una selezione di cartelle cliniche, carteggio amministrativo ed altre documentazioni in particolare del periodo 1870-72 (anni della direzione del professor Cesare Lombroso e dell’aiutante dottor Luigi Frigerio) insieme a brani del “Diario del San Benedetto”, la rivista fondata negli stessi anni da Lombroso. L’esposizione, che resterà aperta fino al 26 giugno, sarà visitabile solo su prenotazione (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18 ed il sabato dalle 8.30 alle 13.45), inviando una mail a: as-pu@beniculturali.it

“Quella parte di Pesaro in cui si trova l’ex ospedale psichiatrico San Benedetto – ha detto il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Giuseppe Paolini nella conferenza stampa di presentazione – è sempre stata per me molto interessante. Poco lontano ci sono l’ex carcere minorile, il liceo artistico ‘Mengaroni’, il ‘Centro arti visive Pescheria’, dobbiamo sognare che questa zona diventi la ‘Brera’ di Pesaro e Urbino. Perchè non dobbiamo sperare di avere un nuovo Rossini, un nuovo Raffaello e un nuovo Bramante? Naturalmente la creatività e la fantasia hanno bisogno di luoghi belli per svilupparsi ed il San Benedetto può diventare uno di questi”.

“L’idea della mostra – ha spiegato il direttore generale della Provincia Marco Domenicucci – è nata quando Emilia Balduini, funzionario della Provincia, prima di andare in pensione mi ha mostrato carte, progetti, disegni originali e documenti relativi all’ex ospedale psichiatrico San Benedetto contenuti in un’enorme ‘cartella’ da lei custodita dagli anni ‘90 nell’Ufficio tecnico del Settore Edilizia della Provincia e fatti visionare al professor Vecchiarelli, che ne aveva evidenziato l’indiscusso valore storico e documentale. Abbiamo così deciso di rendere pubbliche queste carte per essere fruite da un maggior numero di persone, prima di darle in deposito all’Oliveriana. Ringrazio l’Archivio di Stato ed il liceo artistico Mengaroni per aver condiviso l’idea di collegare  la mostra ad altre esposizioni legate al San Benedetto, offrendo un importante spaccato su quello che, oltre ad essere un luogo della storia, racchiude esso stesso tante storie”.

LE ‘CARTE RITROVATE’ E L’ATTENZIONE AL VERDE

“Rispetto alle carte conservate all’Archivio di Stato e alla biblioteca Oliveriana – ha spiegato dal professor Roberto Vecchiarelli, uno dei curatori della mostra, presidente dell’associazione Quatermass-x – i documenti custoditi in Provincia rappresentano il pezzo mancante e consentono di vedere l’attenzione dedicata alla progettazione del verde dei giardini dei 4 cortili e alla sistemazione dell’ex Barchetto Ducale, il parco voluto da Francesco Maria I Della Rovere dove l’architetto Girolamo Genga, intorno al 1530, ha costruito un’architettura emblematica detta ‘casino ruinante’. Le carte ritrovate in Provincia documentano dunque non solo un luogo, ma anche il suo contesto urbano, permettendo di studiare meglio, con riferimenti storici, l’intera area urbana in vista di un recupero dopo decenni di abbandono. Se da un lato l’edificio, così come progettato da Giuseppe Cappellini, si configura come struttura chiusa, in realtà quello stesso progetto, aperti alcuni cancelli e alcuni spazi, può diventare una struttura aperta, ribaltando non solo fisicamente ma anche simbolicamente il significato dell’edificio. Per l’interpretazione delle ‘carte ritrovate’ ringraziamo la storica dell’arte Luisa Fontebuoni”.

IDEE E PROGETTI DEL LICEO ARTISTICO “MENGARONI”

Come evidenziato dalla dirigente scolastica del “Mengaroni”  Serena Perugini, il progetto “PIU’ – Progettazione Innovazione Urbana” si è svolto nel 2020 e “nonostante la difficile situazione legata alla pandemia, gli studenti sono riusciti a svolgere un lavoro attento e maturo di studio e approfondimento di un luogo tra i più significativi ed affascinanti del territorio”.  Da parte sua il professor Paolo Mazzanti, che ha coordinato i lavori delle sezioni ‘Architettura e Ambiente’ e ‘Design’ (seguite dai rispettivi professori Gabriele Vitali, Giuliano Panaroni, Luciano Antonioni, Anna Maria Benvenuti, Barbara Simoncelli), ha sottolineato come il progetto abbia “consentito agli studenti di confrontarsi con esigenze reali a cui dare soluzioni concrete, aspetto che rappresenta la parte più bella della didattica. La mostra vuole dare visibilità all’attività svolta, credo che la soddisfazione più bella per un giovane sia vedere esposto il proprio lavoro”. Il progettista Andrea Albertini ha ricordato come gli studenti abbiano presentato i loro lavori come seconda prova agli esami di Stato, conseguendo ottimi voti e ricevendo gli apprezzamenti della commissione. Una parte dei materiali sarà esposta dal 4 giugno anche nello “Spazio Sora” di via Rossini 35, concesso dal Comune di Pesaro, insieme al Qr code relativo all’intero progetto e alla proiezione di un video su questa esperienza.

LA MOSTRA ALL’ARCHIVIO DI STATO

Come spiegato dal funzionario archivista dell’Archivio di Stato di Pesaro – Urbino Sara Cambrini, che ha curato la mostra “Il San Benedetto – Studi e materiali delle Cartelle cliniche 1870-1872”, “quello relativo all’ex ospedale psichiatrico di Pesaro è uno dei fondi più belli, poiché dai documenti d’archivio riguardanti il carteggio amministrativo, sanitario e le cartelle cliniche, per un totale di 1727 pezzi, si riesce ad entrare nella vita quotidiana di questo istituto. In mostra verrà proposta una selezione di cartelle cliniche legate ai redattori del ‘Diario del San Benedetto’, il giornale fondato da Cesare Lombroso, identificati con le sigle con cui compaiono nel diario stesso, che veniva spedito ogni 15 giorni alle famiglie allo scopo di informarle sulle loro condizioni, visto che quasi mai erano accettate visite nella struttura. Grazie a questi documenti, gli internati – giornalisti acquistano una personalità più completa”. Sara Cambrini ha poi evidenziato come grazie al progetto “Carte da legare – Gli archivi della psichiatria in Italia” ed al supporto della studentessa dell’Università di Macerata Gjyldena Xhihani che ha svolto uno stage schedando le cartelle cliniche, tra pochi giorni queste ultime saranno disponibili on line, con i nomi criptati, sul portale “Carte da legare”.

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