IL TOCCO MINIMALISTA DI DE-PHAZZ: ESCE “WAVE”, TRIBUTO A OSCAR PETERSON

Il visionario di De-Phazz, Pit Baumgartner, esprime chiaramente il suo obiettivo riguardo all’album a venire di remix del catalogo MPS belooped. Il terzo singolo “Wave” è una rielaborazione del brano di Oscar Peterson ed è un buon esempio dell’approccio minimalista adottato per l’intero album: mettendo in evidenza loops espressivi su cui si reggono le canzoni.

“Uno dei miei obiettivi principali era quello di allontanarmi dal virtuosismo e dagli aspetti artistici, per concentrarmi invece maggiormente sull’atmosfera”, afferma Pit Baumgartner, mente creativa di De-Phazz, a proposito del progetto belooped. “In ogni brano ci sono loop forti ed espressivi che possono catturare l’ascoltatore per minuti. Spesso, è tutto ciò che serve. Il mio scopo era isolare quei momenti, enfatizzarli e ridurre tutto alla sua essenza, il che conferisce anche alla musica una qualità più calma. L’edit di ‘Wave’ di Oscar Peterson è un buon esempio di questo approccio: c’è un’improvvisazione al pianoforte di cinque minuti che lascerei al pubblico jazz, mentre il loop introduttivo da solo suona già completo e potrebbe andare avanti all’infinito. Poi arriva questa dolce melodia. Fatto. È davvero tutto ciò che serve.”

photo Claus Geiss

Con belooped, De-Phazz e la più antica etichetta jazz tedesca, MPS, uniscono ciò che appartiene all’unione. Per questo straordinario progetto, il fondatore di De-Phazz, Pit Baumgartner, ha ottenuto l’accesso agli archivi di “Musik Produktion Schwarzwald”. Con un innato senso per i ritmi e le melodie, l’architetto del suono ha restaurato con cura le opere di star internazionali come Oscar Peterson, Ella Fitzgerald e George Duke, integrandole nel sound contemporaneo. Il risultato è un collage musicale che unisce il “suono perfetto” degli anni ’60 e ’80 con le sonorità elettro-organiche dei pionieri della lounge, dimostrando che il jazz senza tempo e le piste da ballo moderne non sono affatto in contraddizione.

Belooped riunisce finalmente ciò che ha attratto tanti hipster sulle piste da ballo di Amburgo, Honolulu, Monaco e Miami negli ultimi decenni. Da un lato, c’è la giocosità ironica del successo lounge De-Phazz, lanciato a Heidelberg nel 1997 da Pit Baumgartner, con i suoi milioni di stream su Spotify e altre piattaforme. Dall’altro, c’è l’archivio dell’etichetta discografica MPS, venerata come un culto da DJ e cacciatori di rare groove.

Il vecchio incontra il nuovo, il digitale incontra l’analogico. Ciò che rimane è l’atmosfera unica. Così come l’inconfondibile senso del ritmo e le meravigliose melodie che collegano le produzioni MPS registrate tra gli anni ’60 e ’80 con le sonorità electro-organiche di De-Phazz.

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