J. DYNAMITE E IL GROOVE SENZA TEMPO: “YEAR OF THE JUBILEE” RISCRIVE LE REGOLE DEL LATIN SOUL
J. Dynamite – alias di Jeff Silverman, co-fondatore dell’etichetta Truth & Soul Records – pubblica “Year Of The Jubilee”, il terzo e ultimo singolo tratto dal suo album in arrivo, “The Powers That Be”.
Questo nuovo brano cattura lo spirito della latin soul music tipica degli anni ’70 senza però cristallizzare il passato in un reperto da museo. È una musica intrisa di storia ma decisamente rivolta al presente: attinge a un vocabolario vintage – soul, funk, jazz e ritmi latini – per riassemblarlo in una creazione assolutamente inedita.
Dopo oltre due decenni trascorsi a plasmare il soul, il funk e il “rare groove” moderni lavorando dietro le quinte, Jeff Silverman — meglio noto come J. Dynamite — pubblica l’ultimo assaggio del suo prossimo album, “The Powers That Be” (in uscita il 23 ottobre): si tratta di “Year Of The Jubilee”, un brano coinvolgente e solare ispirato al latin-soul degli anni ’70.

Costruito attorno a una sezione ritmica profonda e trascinante, al suono caldo del Fender Rhodes e del pianoforte, a percussioni latine incalzanti, a flauto e sassofono scintillanti e a una sezione fiati dagli arrangiamenti impeccabili, “Year Of The Jubilee” cattura lo spirito del soul classico degli anni ’70 senza trattare il passato come un reperto da museo. È musica che porta la storia nel proprio DNA, ma con lo sguardo saldamente rivolto al presente; utilizza un linguaggio vintage — soul, funk, jazz e ritmi latini — rielaborandolo però in qualcosa di decisamente nuovo e vitale.
Questo è l’ultimo singolo estratto da un album che segna un nuovo capitolo significativo per un artista la cui impronta è presente da decenni nel panorama soul e funk moderno. Come co-fondatore della Truth & Soul Records insieme a Leon Michels, Silverman ha svolto un ruolo chiave nel revival soul di New York, nato dall’intreccio delle realtà di Desco, Soul Fire, Truth & Soul e Daptone. In seguito ha prodotto “Good Things”, l’album della svolta per Aloe Blacc, e ha poi portato il suo talento per il groove e l’atmosfera nel mondo delle colonne sonore videoludiche, lavorando per Rockstar Games a titoli come “Grand Theft Auto V” e “Red Dead Redemption 2”.

Con “The Powers That Be”, Silverman ritrova molti dei musicisti che hanno contribuito a definire la rinascita funk & soul dei primi anni 2000; “Sables Du Temps”, in particolare, vanta una formazione che somma decenni di esperienza in quella scena musicale. Un legame storico particolarmente profondo unisce Silverman al chitarrista Luke O’Malley — collaboratore dai tempi della Truth & Soul e membro di band come Antibalas e The Roots — mentre il batterista e bassista Miles Arntzen porta con sé il proprio bagaglio di esperienze maturate con gli Antibalas e, successivamente, con gli EMEFE. Il tastierista Jake Pinto, dei Magic City Hippies, ha svolto un ruolo fondamentale nel tradurre in musica le idee di Silverman, mentre Michael “Treetop” Voss – membro dei Poets Of Rhythm, i re tedeschi del deep funk – ha contribuito al progetto con la sua esecuzione strumentale e gli arrangiamenti.
Nonostante il background dei musicisti coinvolti, “The Powers That Be” non è affatto un’operazione nostalgia.
Silverman trasforma l’esperienza maturata in una lunga carriera in qualcosa di immediato, personale e proiettato verso il futuro. L’album non è una retrospettiva, bensì l’occasione per scoprire cosa accade quando un produttore con decenni di storia musicale alle spalle mette finalmente il proprio nome al centro del disco.
“Year Of The Jubilee” è pubblicato da Mighty Eye Records.