Uni.Co. diventa il confidi più grande del centro sud Italia e da luglio rappresenterà 65.000 imprese

“Marche. Il ruolo di Uni.Co. per l’economia e il credito a favore delle Pmi” era il titolo del convegno che si è svolto questa mattina all’Hotel Federico II di Jesi. E chi meglio di Uni.Co. poteva organizzare un appuntamento per fare un focus su un tema particolarmente importante come il credito in un periodo delicato come quello che si sta attraversando. All’evento di questa mattina hanno portato il loro contributo anche Regione Marche, Camera di Commercio delle Marche e associazioni di categoria che fanno parte del Confidi che, a Jesi, oltre alla rappresentanza marchigiana ha invitato anche i colleghi di Umbria, Abruzzo e Molise.

“Vi ringrazio per quello che avete fatto – ha esordito il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli – per la sopravvivenza delle imprese messe a dura prova non ultimo dal conflitto Russia-Ucraina. Per la nostra regione le Pmi sono imprescindibili e continueremo a dialogare e a confrontarci con Uni.Co. per far crescere il nostro tessuto imprenditoriale”. Poi la parola è stata presa dal presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini che si è congratulato con Uni.Co. per “essere riuscito ad inglobare altre regioni e aver dato così un ‘peso’ ed una rappresentanza al centro Italia. Dobbiamo continuare il percorso di condivisione e come Camera di Commercio possiamo contribuire a garantire quell’equilibrio finanziario di cui hanno bisogno le imprese”.

Il territorio per Uni.Co. è fondamentale ed in rappresentanza del territorio, otre che “padrone” di casa è intervenuto il sindaco di Jesi Massimo Bacci che ha puntualizzato: “va riconosciuto a chi ha amministrato in questi anni Uni.Co. una grande capacità di visione perché si dà veramente la possibilità di dare un supporto alla Pmi. Creare un’unica struttura, di dimensioni importanti come sta facendo Uni.Co, aiuterà a dare risposte ancor più importanti agli imprenditori che hanno bisogno di credito”.

Ad illustrare le prospettive future di Uni.Co. è stato il presidente Maurizio Paradisi: “La nostra mission va oltre le sigle che ci rappresentano. Siamo cresciuti tantissimo in questi anni, abbiamo affrontato venti contrari, la pandemia ed ora il conflitto Ucraina-Russia, ma dal primo luglio rappresenteremo 65.000 imprese socie e questo significa che abbiamo lavorato bene prima e stiamo lavorando ben oggi, tutti insieme. Dobbiamo ringraziare noi la Regione Marche per le azioni messe in campo – come, ad esempio, la Legge 13 e il bando per la capitalizzazione-, e le associazioni che fanno parte del Confidi perché sono la nostra bussola”.

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Il direttore di Confindustria Marche Paola Bichisecchi ha aggiunto: “Le Marche hanno dovuto fare i conti con la perdita di Banca Marche, il sisma, la pandemia ed il conflitto che per una regione manifatturiera come la nostra è ancor più pesante. Devono ripartire gli investimenti produttivi e deve aumentare la diversificazione dei mercati, le aziende avranno bisogno di liquidità e le linee di finanziamento agevolato saranno un fattore importante”.

Il segretario di Cna Marche Otello Gregorini ha evidenziato: “Uni.Co. rappresenta il passaggio dal particolare al generale. La sfida non è più quella di un territorio regionale ma è più ampia e guarda ad altre regioni. Il connubio tra Uni.Co. e le associazioni è stringente ed ha portato Uni.Co. ad essere non uno strumento, ma lo strumento. Ad affiancare il confidi c’è la Regione che aiuta a scaricare a terra le azioni messe in campo”.

Azioni che sono condivise anche da Confartigianato Marche come sottolineato dal segretario Marche Gilberto Gasparoni: “C’è un ottimo spirito di quadra con tutte le associazioni e per tutte le piccole imprese, che rappresentano il 99% della nostra economica, Uni.Co. è essenziale, ancor di più oggi visto il difficile quadro generale che stiamo vivendo. La volontà delle piccole imprese è comunque forte e lo dimostrano le risposte ai bandi della Regione, come le 1.600 domande per il bando sull’artigianato o le 600 per la capitalizzazione”.

Un contributo sulla visione delle associazioni è stato portato anche dal direttore di Confcommercio Marche Massimiliano Polacco: “Siamo all’interno di Uni.Co. da poco, nemmeno un anno, ma abbiamo sposato la carta del credito insieme perché vogliamo essere vicini alle imprese perchè le nostre imprese hanno grandi difficoltà. Dobbiamo finanziare le nostre aziende per rilanciare il nostro territorio e le banche da sole non possono farlo”.

Poi si è parlato del dialogo strategico tra Uni.Co. e Regione Marche con il vice presidente della Regione Marche Mirco Carloni: “Chissà che da Jesi anche Uni.Co. non diventi quello che è diventato Federico II. La nostra regione ha bisogno di cambiare gioco e di farsi forza dalle sofferenze che ha subito. Lo scenario che abbiamo davanti cambia costantemente e questo ovviamente mi preoccupa perché genera fragilità. Se siamo qua è perché dobbiamo domandarci cosa ne sarà del credito fra qualche mese quando verrà a mancare l’attivo circolante. Non possiamo permetterci una recessione, non possiamo permetterci un sistema bancario che chiede pegni su finanziamenti garantiti dallo stato. Il nostro sistema di impresa è talmente piccolo che non è bancabile ma se continua questo percorso noi rischiamo le radicazioni L’unico intermediario che ci ha messo la faccia veramente in

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questi anni è stato Uni.Co. che è il solo fattore di anti fragilità che si può mettere a difesa del sistema economico”.

Obbiettivi e numeri di Uni.Co. sono stati illustrati dal direttore generale Paolo Mariani: “Abbiamo cercato di adottare una struttura organizzativa volta a recepire le innovazioni del mercato, incentivato le attività di consulenza, raggiunto gli obiettivi e consolidato i risultati. Lo abbiamo fatto grazie alla Legge 13, Legge 20/2003, le 47/2020 e il fondo per la capitalizzazione. Questo grazie anche alla collaborazione con la Regione Marche, all’Università Politecnica delle Marche, all’Istao. La strategia è stata anche quella di guardare al di fuori delle Marche, arrivare prima in Umbria e poi in Abruzzo e Molise. Perché aggregare il mondo dei Confidi è fondamentale, solo una struttura importante può intercettare al meglio il mercato. Dal 2006 ad oggi i finanziamenti erogati sono stati 60.554, questi hanno generato 2,7 miliardi di finanziamenti bancari e 84 milioni di finanziamenti pubblici. Quest’anno, fino ad oggi, abbiamo deliberato volumi per 71,5 milioni di euro, l’obiettivo del piano industriale per il 2022 è di 155 milioni euro, impiegando 130 dipendenti in 7 sedi differenti”.

Le considerazioni finali sono state dell’assessore al Bilancio della Regione Marche Guido Castelli: “La risposta di Uni.Co. è il frutto di una risposta comunitaria, quella di chi ha fatto squadra ed ha trovato la disponibilità ed il sostegno della Regione con il coordinamento della Camera di Commercio, che ha reso fluida e possibile la risposta stessa. Insieme dovremo preoccuparci di chi rischia di non farcela, delle imprese non bancabili, degli imprenditori che hanno bisogno di assistenza e di quelli che cercano mercato. Anticipo che stiamo lavorando ad uno strumento nuovo rispetto alla Legge 13 perché c’è l’esigenza di individuare modalità alternative che facciano fronte alle nuove esigenze”.

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