LE CONSEGUENZE DELLA PRESSIONE QUOTIDIANA

Ci sono giornate che sembrano identiche alla precedente e altre che finiscono senza lasciare traccia. “Burnout”, il nuovo singolo degli Awake Tomorrow, nasce proprio da quella sensazione di consumo lento, quando la routine smette di essere un’abitudine e diventa una gabbia mentale.

Il brano racconta il momento in cui ci si accorge che qualcosa si è incrinato da tempo. Non c’è un evento preciso, né un responsabile da individuare: c’è soltanto la consapevolezza di un disagio che continua a crescere fino a occupare ogni spazio. Frasi come “I don’t want to be wasted” e “Feel like wanna quit but I can’t, I’m caged in my head” fotografano questa condizione di stallo, appesa tra il desiderio di cambiare e l’incapacità di trovare una via d’uscita immediata. “Burnout” è una constatazione. Una presa di coscienza del logoramento quotidiano che arriva a una conclusione semplice quanto difficile: accettare la propria condizione è spesso il primo passo per comprenderla davvero. Le sequenze di immagini del videoclip ritraggono l’inizio di un’ordinaria giornata che parte esausta ed esasperata, mentre la band costruisce un alternative metal compatto e nervoso, in cui nell’impatto ritmico e vocale di Korn e Mudvayne si inseriscono interferenze melodiche che guardano agli Alter Bridge. Riff acidi, dinamiche serrate e una struttura vocale che prima accelera nei registri estremi e poi tira il freno a mano nella vulnerabilità, accompagnano le immagini del videoclip. Fino alla fine, in cui un cervello che non si ferma mai, pressato dalla routine, ne subisce le conseguenze.

Formati nel 2023 tra Milano e provincia, gli Awake Tomorrow sono un gruppo di cinque ragazzi, Matteo (voce), Alberto (chitarra solista), Riccardo (Basso, seconda voce e pianista), Davide (batteria) e Samuel (chitarra ritmica) che hanno preso a schiaffi la monotonia a colpi di metal e hard rock. Riff pesanti, sudore in sala prova e un’ironia che li tiene ancora (più o meno) sani, sono gli espedienti che permettono di convogliare caos, frustrazione e giornate storte in un suono tagliente e senza filtri. Sul palco il loro unico obiettivo è di farsi sentire davvero. Non salveranno il mondo, ma di sicuro alzeranno il volume, e magari sveglieranno anche qualcuno lungo la strada.

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