IL RITMO DELLA LIBERTÀ: COME LA MUSICA AFROAMERICANA HA FATTO LA STORIA

Black Beauty” di Nicola Gaeta è un saggio monumentale di 800 pagine edito da Edizioni LOW che ripercorre l’evoluzione della musica afroamericana, dai canti di lavoro nelle piantagioni fino all’hip-hop e all’elettronica, trasformando la saggistica musicale in un archivio vivente di resistenza e spiritualità.

C’è un filo rosso, invisibile ma potentissimo, che collega i canti di sofferenza degli schiavi a Congo Square con i beat cosmici di Kendrick Lamar e l’elettronica afro-diasporica contemporanea. Questo filo è la spina dorsale di Black Beauty. Storie di musica nera, l’ultima fatica editoriale del medico, critico e conduttore radiofonico barese Nicola Gaeta. L’opera non si limita a catalogare generi o a stilare una fredda cronologia accademica; si propone invece come una vera e propria mappa emotiva e culturale di un universo sonoro monumentale.

Gaeta organizza la sua narrazione attorno alla metafora visiva di un immenso albero genealogico:

  • Le radici: Affondano nei ritmi ancestrali africani, nei work songs, negli spirituals e nel blues primordiale.
  • Il tronco: Rappresentato dal jazz, solido, mutevole ed elemento centrale di raccordo del Secolo Breve.
  • I rami: Le ramificazioni che esplodono nel funk, nel soul, nell’R&B, fino al rap, al reggae, alla house e all’afrobeat.

Nelle oltre 800 pagine del volume, la musica nera viene trattata per ciò che è sempre stata: un archivio politico, identitario e spirituale di un popolo in costante lotta per l’emancipazione. L’autore adotta un approccio saggistico ma fortemente narrativo. Esplora decennio dopo decennio le svolte estetiche che hanno ridefinito la modernità sonora, mettendo costantemente in dialogo il contesto storico-sociale con la poetica personale degli artisti.

La forza del testo risiede nella capacità di costruire ritratti che si trasformano in veri e propri “quadri sonori”. Grandi icone sacre come John Coltrane, Duke Ellington, Nina Simone e Marvin Gaye convivono con le visioni afrofuturiste di Sun Ra e le provocazioni di Prince, arrivando fino alle voci contemporanee di Lauryn Hill ed Erykah Badu.

L’elemento di originalità stilistica è quello che la critica ha definito uno straordinario entanglement: Gaeta rifiuta la rigidità del distacco critico e declina il tempo al presente. L’evoluzione storica si intreccia così con la sua personale memoria di ascoltatore, trasmettendo al lettore una passione viscerale.

Black Beauty non è un’operazione nostalgia, ma la descrizione di un organismo vivente che muta forma e genera costantemente nuovi linguaggi. Per chiunque voglia comprendere non solo da dove provenga la musica che ascoltiamo oggi, ma come l’arte possa farsi scudo e strumento di libertà, il volume si attesta come una lettura imprescindibile e definitiva.

Mercoledì 22 luglio, alle 17:30, alla Pinacoteca San Domenico in via Arco D’Augusto sarà presentato il libro di Nicola Gaeta, “Black Beauty. Storie di musica nera”, in un incontro curato da Roberto Valentino.

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