SI CHIUDE DA RECORD LA VI EDIZIONE DI TERRE SONORE: LA MUSICA DI FANO JAZZ NETWORK UNISCE 21 COMUNI DELLA PROVINCIA
Con il tutto esaurito registrato al Teatro Comunale di Cagli per il concerto della produzione originale “Puccini Goes Jazz”, firmata dal Quintetto Gigli con gli special guest Fabrizio Bosso alla tromba e Rosario Giuliani al sax, si è conclusa con uno straordinario successo di pubblico la VI edizione di Terre Sonore.
Il festival “in rete”, ideato e organizzato da Fano Jazz Network, ha attraversato dall’1 al 31 agosto 21 Comuni della provincia di Pesaro e Urbino, confermando e rafforzando la propria vocazione di progetto culturale capace di mettere in relazione musica, territorio, comunità e sostenibilità. Una formula che trasforma ogni concerto in un’occasione di incontro, partecipazione e valorizzazione dei luoghi.
Il bilancio di questa sesta edizione restituisce numeri particolarmente significativi: oltre 15.000 presenze complessive, 25 concerti di cui 5 gratuiti e 83 musicisti coinvolti, con la partecipazione attiva di 38 associazioni, i volontari delle varie Pro Loco, ed esercenti che hanno contribuito alla realizzazione delle diverse iniziative.
A questi si aggiungono 6 appuntamenti nei siti archeologici della Via Flaminia e 15 relatori protagonisti degli incontri di Macchie & Inchiostri, le numerose passeggiate nelle terre sonore a testimonianza di una proposta che ha saputo andare oltre la dimensione strettamente musicale, intrecciando linguaggi, saperi e forme diverse di espressione culturale.
Terre Sonore hanno percorso complessivamente oltre 4.000 chilometri, accompagnando il pubblico in un lungo viaggio dalle spiagge alle montagne, attraverso dolci colline, borghi storici, abbazie, sentieri naturalistici, musei, siti archeologici e luoghi inconsueti e sorprendenti. Tra questi, anche la discarica di Monteschiantello a Fano, trasformata per una sera in un originale spazio di cultura, incontro e musica.

Teatro di Cagli (foto Chiara Broccoli)
Un viaggio capillare nel territorio, dunque, che ha portato il jazz e le sue contaminazioni in luoghi diversi e spesso inediti, creando una relazione autentica tra musica, paesaggio e comunità. Una formula che ha incontrato una risposta straordinaria da parte del pubblico, con numerosi appuntamenti che hanno fatto registrare il tutto esaurito.
Sotto il profilo artistico, Terre Sonore 2026 è stato ancora una volta caratterizzato dalla prevalente presenza dei migliori musicisti italiani, con una nutrita schiera di giovani talenti, fra cui spiccano importanti esponenti della musica al femminile ed anche musicisti internazionali.
I numeri raccontano così il successo di un festival che, anno dopo anno, consolida la propria identità e il proprio ruolo nel panorama culturale regionale: una rete di Comuni, associazioni, operatori e artisti uniti dalla volontà di valorizzare il territorio attraverso la musica e di costruire nuove occasioni di partecipazione e condivisione.

Golena Del Furlo – Tasuta-N-Imal (foto Chiara Broccoli)
«La strada è di continuare a costruire una rete sempre più forte tra Comuni, associazioni, operatori culturali, artisti e comunità locali. Perché è proprio dalla capacità di fare rete che nasce la forza di Terre Sonore», commenta Adriano Pedini, direttore artistico del Festival.
Organizzato da Fano Jazz Network con il patrocinio della Provincia di Pesaro Urbino, in collaborazione con associazioni, Proloco e altre istituzioni del territorio, con il contributo, della Riserva Naturale Gola del Furlo, della Regione Marche, il festival Terre Sonore 2026 ha ricevuto il sostegno dei Comuni: Fano, Acqualagna, Sant’Andrea di Suasa – Mondavio, Cantiano, Cerasa di San Costanzo, Barchi – Terre Roveresche, Cagli, Borgo Pace, San Lorenzo In Campo, Fermignano, Gradara, Mercatello sul Metauro, Isola Del Piano, Carpegna, Montefabbri – Vallefoglia, Sorbolongo – Sant’Ippolito, Gabicce Mare, Fossombrone, Mombaroccio, Serrungarina di Colli al Metauro, Apecchio.