DA FANO A KUWAIT CITY… AMICI SENZA FRONTIERE…

Secondo i dati a disposizione dell’AIRE, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, sono oltre 3 mila i fanesi che vivono fuori dai confini nazionali. Per i più il legame con la terra natia è però rimasto forte, quasi indissolubile, al punto da spingerli a tornare appena gli è possibile anche se solo per qualche giorno. Coi loro appassionati racconti su Fano sono per altro i primi perfetti testimonial della nostra città, ma allo stesso tempo svolgono pure il prezioso ruolo di guide o comunque di riferimento per quanti si recano là dove essi hanno scelto di trasferirsi. Raggiunti in vacanza, o per motivi di lavoro. Da parenti, amici di vecchia data, o sconosciuti concittadini. Sono, insomma, Amici Senza Frontiere a tutti gli effetti. Di qui l’idea della nostra Associazione (e grazie al sostegno di Naver Montaggi di Carmelo Cogliandro) di dedicargli questo spazio, per sentirci ancor più vicini nonostante le distanze e magari scoprire altri interessanti punti di vista. Stavolta abbiamo il piacere di ospitare Davide “Daffo” Bargnesi, stimato allenatore di calcio a cinque, che ha fatto del Kuwait la sua seconda casa almeno provvisoriamente.

Ciao Davide, da quanto ti sei trasferito a Kuwait City?

«Son arrivato ad agosto e rimarrò sicuramente sino a fine aprile, quando cioè terminerà il campionato. Non so ancora poi se proseguirò qui anche nella prossima stagione».

Qual è stata la spinta?

«La spinta a scegliere questa destinazione è stata il poter trasformare la mia passione in una vera professione. Qui il calcio a cinque occupa gran parte della mia giornata, visto che seguo la prima squadra maschile, il settore giovanile e da poco tempo anche la formazione femminile del Kuwait Club Futsal. Coi maschi siamo primi in classifica, ma la concorrenza è agguerrita».

Cosa ti manca di Fano?

«Di Fano, a parte ovviamente famiglia ed amici, mi manca il potermi muovere velocemente da un posto all’altro. Magari in bici!».

Nel frattempo sei tornato?

«Sì, diciamo che più o meno ogni due o tre mesi torno per passare qualche giorno a casa».

Come ti trovi da quelle parti?

«Qui mi trovo decisamente bene. All’inizio è normale che ci voglia un po’ per adeguarsi ad uno stile di vita diverso dal nostro, ma col passare dei giorni mi sono abituato. Sapete, qui ad esempio ci sono contesti nei quali donne e uomini sono divisi in maniera netta. E’ così nelle palestre, o alle file alle casse. Per il resto non ho problemi neppure col cibo, mangiando verdure, legumi e pesce in abbondanza».

Del Kuwait cosa porteresti a Fano?

«Una cosa che porterei è il loro modo di affrontare le situazioni, cioè con molta meno ansia e frenesia rispetto a noi in Italia. Per il resto, di Kuwait City a Fano vedrei bene l’Al Shaheed Park. E’ un enorme polmone verde all’interno della città, dove si svolgono tantissime attività di ogni genere»

Ad un kuwaitiano quali luoghi consiglieresti di visitare nella nostra città?

«Senza dubbio la zona mare ed il porto, dove sono cresciuto. Ma Fano ha diversi altri bellissimi scorci, che di sicuro un kuwaitiano apprezzerebbe».

Quali sono invece i tuoi preferiti là?

«Oltre che all’Al Shaheed Park faccio volentieri delle lunghe passeggiate sul lungomare, dal quale svettano le Kuwait Towers simbolo del Paese».

Ti capita di incontrare altri fanesi che risiedono lì? «Qui c’è una comunità piuttosto numerosa di italiani, soprattutto per via delle opportunità di lavoro. So che ci sono anche alcuni fanesi con cui sono in contatto, ma non abbiamo ancora avuto occasione di incontrarci».

Potrebbero interessarti anche...