DE-PHAZZ E IL GROOVE COSMICO: “CAPRICORN” DI GEORGE DUKE DIVENTA LOUNGE

Questa volta, i De-Phazz puntano lo sguardo su “Capricorn”, perla jazz-fusion di George Duke, trasformandola in un raffinato brano in stile downtempo lounge. Si tratta del quinto e ultimo singolo estratto dal nuovo album ‘belooped’.

George Duke è stato un pioniere americano – tastierista, compositore e produttore – che ha svolto un ruolo fondamentale nel plasmare il jazz-fusion, il funk e l’R&B. Noto per la sua maestria virtuosistica ai sintetizzatori e al piano Rhodes, ha saputo coniugare con naturalezza la sofisticata improvvisazione jazz a un pop e soul dal groove trascinante. Il brano originale è contenuto nell’album *Faces in Reflection*, pubblicato nel 1974 dall’etichetta MPS.

Pit Baumgartner (ph Claus Geiss)

Questo nuovo singolo unisce un’eleganza senza tempo a un’estetica jazz lounge, impreziosito dal contributo alla tromba di Joe Kraus. Si tratta dell’ultimo singolo estratto dal prossimo album “belooped” con il quale i De-Phazz e la più antica etichetta jazz tedesca, la MPS, uniscono ciò che è destinato a stare insieme.

Per questo straordinario progetto, il fondatore dei De-Phazz, Pit Baumgartner, ha avuto accesso agli archivi della “Musik Produktion Schwarzwald” (MPS). Grazie al suo spiccato fiuto per groove e melodie, questo “architetto del suono” ha saputo rielaborare con cura il repertorio di star di fama mondiale – come Monty Alexander, Ella Fitzgerald e George Duke – proiettandolo in una dimensione sonora contemporanea. Il risultato è un collage musicale che fonde il “Most Perfect Sound” (il suono perfetto) degli anni ’60-’80 con le atmosfere elettro-organiche tipiche dei pionieri del genere lounge, dimostrando che il jazz intramontabile e le moderne piste da ballo non sono affatto in contraddizione.

“belooped” riunisce, finalmente, gli elementi che negli ultimi decenni hanno attirato tanti appassionati nelle piste da ballo di Amburgo, Honolulu, Monaco e Miami. Da un lato, troviamo la giocosità ironica dei De-Phazz – progetto nato a Heidelberg nel 1997 per mano di Pit Baumgartner e capace di totalizzare milioni di stream su piattaforme come Spotify – e, dall’altro, l’archivio della storica etichetta MPS, autentico oggetto di culto per DJ e ricercatori di rarità musicali. Il passato incontra il presente, il digitale si fonde con l’analogico. Ciò che resta è un’atmosfera unica. Oltre all’inconfondibile senso del groove e alle melodie meravigliose che collegano le produzioni MPS, registrate tra gli anni ’60 e ’80, alle atmosfere elettro-organiche dei De-Phazz.

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