L’ADDIO A ITALO NANNINI DI MASSIMO SERI A NOME DELLA CITTA’

Un uomo capace e intuitivo, in grado di fare uscire il meglio da ogni persona con la quale si trovava ad interagire, sempre con quel suo modo pacato ed educato per il quale era impossibile non volergli bene. Questo era Italo Nannini, un uomo che con la sua associazione fondata nel 1990, l’Africa Chiama, ha reso tutti noi più umani mettendoci a confronto con una realtà apparentemente tanto distante ma che lui e i suoi collaboratori sono sempre stati in grado di farci vedere con occhi diversi. La sua abnegazione, la sua forza di volontà, il suo spirito di sacrificio e la sua generosità lo hanno portato in 30 anni a costruire cose meravigliose in Zambia, Kenya e Tanzania e ad aiutare migliaia di persone, specialmente bambini, per cui Italo aveva un affetto smisurato. A lui va dato il merito anche di aver ideato la Settimana Africana Regionale che in 22 anni ha portato in tutta la Regione, in modo particolare a Fano, testimonianze dal “continente nero” mettendoci a confronto con una situazione, quella dei flussi migratori, quanto mai attuale in questo periodo. Un uomo buono, talvolta timido, ma grintoso e caparbio tanto da costruire scuole, strutture sanitarie e case e da essere sempre in prima linea, fino all’ultimo, come lo scorso dicembre quando raccontò alla comunità fanese l’ultimo progetto de L’Africa Chiama, il centro di Maternità “Shalom” in Zambia che come Comune abbiamo appoggiato e sostenuto, ammaliati e affascinati da quello che Italo e i suoi collaboratori stavano mettendo in piedi. La città di Fano, lo scorso marzo, volle attribuirli il premio la Fortuna d’Oro, un riconoscimento che Italo, sul palco del Teatro della Fortuna durante la premiazione, con la sua solita umiltà si sentì di dividere con tutta la sua Ong. Elencare tutti i progetti e le iniziative portate avanti in questi anni da Italo è impossibile, vorrei quindi ricordare un aneddoto di carattere personale che mi lega a lui e mi porta indietro di quasi 30 anni, quando ancora studente universitario, collaborai con lui come addetto alla vendita dei “Commodore 64”, i primi computer in circolazione. Già da allora si vedeva che Italo aveva una marcia in più grazie alla quale oggi l’intera città raccoglie un’eredità di cui è chiamata a far tesoro, forte di uno slogan che lui e l’Africa Chiama hanno sempre fatto loro: “Se si sogna da soli è solo un sogno. Se si sogna insieme il sogno diventa realtà”. A nome mio e dell’intera amministrazione, porgo alla famiglia Nannini e a L’Africa Chiama le più sentite condoglianze.

Massimo Seri

sindaco di Fano

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