“LOLLO” CATTURA L’ATTENZIONE DEGLI STUDENTI DELLA CORRIDONI E LI ENTUSIASMA ALLA VIGILIA DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ

Sono volate via le ore ascoltando le parole di Lorenzo “Lollo” Marcantognini, diciannovenne fanese nazionale azzurro di calcio amputati e primatista mondiale paralimpico dei 400 metri piani, che ha catturato l’attenzione dei 200 bambini che tra le 9 e le 12 di ieri si sono avvicendati nell’aula magna della locale Scuola Primaria Filippo Corridoni. L’iniziativa, organizzata dall’istituto su impulso della maestra Romina Alesiani e nel massimo rispetto delle norme Covid, rientrava nell’attività della “Giornata internazionale delle persone con disabilità” che si celebra ogni anno il 3 dicembre. L’incontro, dal titolo “Nessuno dica a qualcuno che non potrà farcela”, ha visto il giovane e già affermato atleta di Fano rispondere alle domande del giornalista sportivo Massimiliano Barbadoro ed ai quesiti (anche quelli più curiosi sulla sua protesi, soddisfatti con grande autoironia) postigli dagli studenti delle classi IV^ e V^. La storia di “Lollo”, al quale nel 2006 per una malformazione congenita è stata amputata la gamba sinistra al di sopra del ginocchio, ha appassionato la partecipe platea sotto gli occhi compiaciuti del dirigente scolastico Michele Locarini. E’ emersa la figura di un ragazzo da prendere d’esempio per il suo coraggio e la sua tenacia, che nonostante l’età e con assoluta modestia e semplicità ha dispensato perle di saggezza dando a tutti una bellissima lezione di vita. Da fissare bene nella mente il pensiero sulla discriminazione, <Ero io che mi facevo un problema che non esiste e su quello ho lavorato, prendendo poi consapevolezza che chi discrimina è il primo ad avere un problema>, come pure la frase mutuata dall’amica Bebe Vio <la mia vita è una figata>, con l’invito ad apprezzare ciò che si ha senza star troppo a lamentarsi non rendendosi conto di quanto spesso si è molto più fortunati di altri. Una filosofia che può davvero cambiare in meglio le nostre esistenze, che “Lollo” ha abbracciato gradualmente grazie anche al fondamentale aiuto della famiglia e degli amici. Si deve comunque affrontare un percorso disseminato di ostacoli, dove è inevitabile inciampare a volte ma è essenziale trovare la forza per rialzarsi e ripartire. Tanto nella vita quanto nello sport, come gli è accaduto di recente con la qualificazione ai Giochi Paralimpici di Tokyo sfumata di un soffio o sbagliando un rigore decisivo nella finale di Supercoppa italiana con la maglia della Nuova Montelabbate (con la quale nel 2019 si è laureato campione d’Italia) dopo aver festeggiato il trionfo in Coppa Italia. <E’ stato un duro colpo per me – ha spiegato – Anche perché dal mio errore è dipeso il risultato di tutta la squadra. Però i miei compagni non me l’hanno fatto pesare e mi hanno rincuorato, ed io il giorno dopo ero già in campo ad allenarmi con la voglia di migliorarmi>. L’esperienza condivisa con lui ha lasciato il segno negli alunni della Corridoni presenti, che gli hanno richiesto autografi, dedicato messaggi e di ritorno a casa non hanno mancato di riportarlo con entusiasmo ai propri genitori.

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