SUN ATLAS: IL NUOVO IPNOTICO SINGOLO È “VOODOO COBRA”
I Sun Atlas – collettivo mascherato e anonimo di Los Angeles le cui identità restano volutamente celate – annunciano l’uscita di “Voodoo Cobra”, un brano dal groove ipnotico a cottura lenta, costruito su sonorità di soul cinematico funk psichedelico e melodie di ispirazione etiope; il singolo offre un primo assaggio del loro nuovo album in arrivo, Law Of Attraction., in uscita per la Phlegmatic Records.
Costruito attorno a sonorità soul di stampo cinematografico, funk psichedelico, melodie di ispirazione etiope e un groove che cresce lentamente, “Voodoo Cobra” si muove con l’intensità paziente di un rituale dimenticato. Brano strumentale e profondamente suggestivo, non appare tanto come un singolo convenzionale, quanto piuttosto come la scena iniziale di un film inedito: le sue melodie sinuose e le percussioni ipnotiche trascinano l’ascoltatore sempre più a fondo nel mondo che i Sun Atlas stanno costruendo sin dal loro acclamato debutto, “Return To The Spirit”, pubblicato dalla Mocambo Records nel 2024.

Per chi ama le sonorità misteriose di artisti come Glass Beams, Khruangbin e Surprise Chef, “Voodoo Cobra” offre una nuova porta d’accesso all’universo dei Sun Atlas: calde texture analogiche, un’estetica che evoca colonne sonore dal sapore vintage, soul psichedelico e ritmi che sembrano provenire da un luogo familiare, eppure impossibile da collocare.
Al centro di “Law Of Attraction” si snoda la figura del serpente. Attraverso culture ed epoche diverse, questo simbolo ha evocato concetti quali saggezza, tentazione, trasformazione, rinascita ed eternità. Nell’immaginario dei Sun Atlas, tuttavia, assume un significato nuovo: diventa una presenza ricorrente in una mitologia fantastica dove groove dimenticati, ritmi rituali, spiritual jazz, break vintage e cosmic soul convivono senza confini.
“Law Of Attraction” non è un seguito di “Return To The Spirit”. È una discesa più profonda. Le dieci composizioni dell’album si svelano come capitoli recuperati da un manoscritto dimenticato. Titoli come “The All Is Mind”, “You’re Bound By Nothing”, “Everything Flows” e “Collective Divine” evocano frammenti di una filosofia perduta, mentre la musica abita un territorio che sfugge a facili definizioni geografiche. Non africano. Non mediorientale. Non americano. Non europeo. Altrove.

I Sun Atlas hanno sempre considerato l’anonimato parte integrante della musica stessa. Nessuno sa chi siano. E nessuno deve saperlo. I volti restano nascosti. I nomi non vengono pronunciati. In un’epoca definita dalla visibilità, dalla personalità e dall’accessibilità costante, il collettivo ha scelto un’altra strada: sottrarre l’individuo alla scena affinché la composizione possa occuparla interamente.
Questo approccio ha già alimentato una mitologia singolare attorno al gruppo. Il loro singolo d’esordio, “The Mystic Parade” (con “Grand Theft” sul lato B), è sparito quasi subito dopo la pubblicazione; gli ascoltatori scambiavano quelle registrazioni per materiale dimenticato di colonne sonore, per oscura *library music* degli anni ’70 o per campionamenti hip-hop perduti. Tra i brani di “Return To The Spirit”, “12th Dimension Caravan” è quello che ha viaggiato di più, superando i 170.000 ascolti su Spotify e facendo conoscere i Sun Atlas al pubblico di tutto il mondo. Nel 2026, il mondo dei Sun Atlas è approdato al SXSW. Ora, con “Voodoo Cobra”, inizia il capitolo successivo. Il brano non spiega il serpente. Si limita a lasciarlo apparire. E una volta apparso, il mondo di “Law Of Attraction” inizia a svelarsi.