“TOC-TOC”: IL NUOVO ALBUM DI ED MOTTA FONDE TRADIZIONE BRASILIANA, ELETTRONICA E GROOVE D’AUTORE
Toc-Toc, il sedicesimo album del leggendario cantautore brasiliano Ed Motta, segna una sorta di ritorno alle origini: l’artista torna a cantare nella sua lingua madre dopo anni e ripropone il suo caratteristico mix di soul, funk, jazz e groove brasiliano.
Ispirato alle sonorità scintillanti degli anni ’80, Toc-Toc spazia tra sofisticato electro-funk, groove soul, armonie ricche e inconfondibili ritmi brasiliani. Le melodie sono accattivanti, mentre la voce calda e inconfondibile di Motta conferisce compattezza e coesione al tutto.
Da tre decenni e mezzo, Ed Motta è uno dei cantanti di maggior successo del Brasile. Nel corso della sua lunga carriera, il “Colosso di Rio” – come viene affettuosamente chiamato in patria – ha assimilato una grande varietà di stili, dalla bossa nova all’hard rock, passando per funk, soul, jazz e fusion, oltre a diverse forme di pop, fondendoli ripetutamente in nuove combinazioni che si fondono in un insieme inconfondibile grazie alla sua voce, tanto delicata quanto potente.
Con il suo nuovo album, “Toc Toc”, intraprende ora un nuovo percorso all’insegna del motto “Ritorno al futuro”. Si tratta, a tutti gli effetti, di un viaggio attraverso il tempo e lo spazio, o meglio, attraverso epoche e luoghi diversi. Da un lato si colgono le eco di grandi leggende della musica pop brasiliana dagli anni Sessanta a oggi, ma i brani incorporano anche elementi funk, synth-pop ed elettronica. Motta sintetizza tutto questo in una dichiarazione sul presente, in cui inverte semplicemente i ruoli tradizionali di passato e futuro.

(photo Bispo)
Nello specifico, l’obiettivo di Ed Motta era unire due ambiti della musica contemporanea completamente diversi in un insieme coerente. “Musica elettronica e canzone d’autore tradizionale sono solitamente inconciliabili”, spiega Motta. “Volevo trovare un modo per collegare queste due forme musicali in maniera inedita. Non è musica elettronica ‘tout court’, perché i miei brani seguono una struttura narrativa diversa, eppure tutto è registrato utilizzando una drum machine e un sintetizzatore per i bassi. Con le mie canzoni voglio raggiungere un luogo che ancora non esiste”.
Difficilmente esiste un’altra voce capace di esercitare sullo spirito umano un effetto così rasserenante ed empatico come il timbro di Ed Motta. Eppure, lui è un ribelle silenzioso che sfida ogni formula musicale e regola commerciale. Nulla è più lontano dai pensieri dell’artista brasiliano che percorrere sentieri latini già battuti, di qualsiasi genere essi siano. Nel profondo, Motta resta un appassionato cantautore; gli elementi elettronici del suo nuovo album, tuttavia, sono la veste con cui riveste la propria immaginazione. L’atmosfera dei suoi brani attinge principalmente al funk serrato di fine anni ’70 e inizio anni ’80. Motta cita icone americane di quel decennio, come i Cameo e la S.O.S. Band, per illustrare la fonte della sua ispirazione.
«Da adolescente rimasi profondamente colpito da questa musica e oggi ne ricerco nuovamente quell’energia», afferma Motta. «Guardo al passato per poter andare avanti. È un gioco con la memoria. All’epoca, quella musica passava continuamente alla radio. Prima di iniziare a collezionare dischi, la radio è stata la mia principale fonte di ispirazione. Quei tempi sono ormai lontani, ma la vita continua. Devo trovare nuovi modi per far rivivere quell’energia».

Ed Motta ritiene che la musica pop odierna manchi di quella qualità compositiva che era la norma durante la sua giovinezza. Non vuole ricreare la musica del passato; al contrario, è alla ricerca di nuovi approcci personali. La scrittura dei brani è per lui un elemento così centrale che ha registrato l’album quasi interamente da solo. Vuole trasmettere agli ascoltatori un senso di familiarità e intimità. Anche per questo motivo non si è recato in uno studio di registrazione, ma ha realizzato l’intero album da solo nel suo appartamento. «Sono abituato a lavorare con molti musicisti in studio. Nei miei album precedenti ho collaborato con numerosi fiati, archi, cantanti e percussionisti. Per questo nuovo lavoro volevo andare nella direzione opposta e creare qualcosa di minimalista ed essenziale. Sebbene abbia registrato tutto elettronicamente, volevo che il suono richiamasse quello di un trio composto da pianoforte, basso e batteria. L’attenzione deve sempre rimanere sulla canzone stessa».
Motta descrive “Toc-Toc” come un album pop con influenze jazz. Le progressioni melodiche e armoniche tradiscono chiaramente l’impronta jazzistica, ma – come accade per ogni elemento della musica di questo “gigante gentile” – tali aspetti si inseriscono con discrezione nei brani e nel linguaggio musicale unico di Motta. Pur essendo un gigante della scena musicale brasiliana e una star di fama mondiale, Ed Motta è e rimane uno degli artisti più modesti e umili del pianeta. Non vuole impartire lezioni né sfidare nessuno; pur esplorando costantemente nuovi orizzonti, cerca sempre di creare un’armonia che tenga conto del pubblico. Canta dell’amore e delle relazioni umane, descrive città e, di tanto in tanto, si concede una nota di ironia. «Nei miei album precedenti cercavo spesso uno stile narrativo complesso. Non è così per questo disco: voglio mantenere le cose semplici e di facile ascolto. È davvero un album autentico, che sa di sole estivo», dice Motta ridendo. «Magliette, spiaggia e piña colada. Voglio solo liberarmi di un po’ di quel bagaglio che mi porto dietro da qualche anno».
Potrà sembrare banale, forse persino presuntuoso, ma nelle sue canzoni Ed Motta punta a nientemeno che catturare la luce del sole.
E grazie alla sua personalità unica, ci riesce davvero. “Toc-Toc” in brasiliano significa “toc-toc”. Ed Motta bussa alla porta della vita e chiede di entrare. Se si dovesse riassumere “Toc-Toc” in una sola frase, sarebbe una tenera dichiarazione d’amore per la bellezza del mondo.
“Toc-Toc” è pubblicato dall’etichetta MPS / earMUSIC.