TORNA L’INCONFONDIBILE SOUND JAZZ DEGLI Us3
Gli Us3, leggendari pionieri del jazz-hop, tornano con “Have A Great Day”, un nuovo singolo coinvolgente e ottimista, caratterizzato da arrangiamenti di fiati dal vivo, ritmi irresistibili e un messaggio decisamente positivo.
“Have A Great Day” ci ricorda che anche nel mezzo delle difficoltà c’è sempre spazio per diffondere un po’ d’amore. Il brano è il terzo e ultimo singolo estratto dal nuovo album degli Us3, Snap, Crackle & Bop!, di prossima pubblicazione.

“Appena l’abbiamo registrato, siamo rimasti tutti seduti in studio a guardarci e a sorridere. Sapevamo di aver creato qualcosa di speciale”, afferma Geoff Wilkinson. “Avevo già in mente il titolo ‘Have A Great Day’ quando ho passato la base ad Akil affinché ci scrivesse sopra; lui è stato bravissimo a cogliere l’atmosfera solare della musica, così come i fiatisti Ed Jones (sax tenore) e Bryan Corbett (tromba e trombone a pistoni) nell’outro. Molti brani degli Us3 nei precedenti album presentavano una spiccata influenza latina, e questo pezzo prosegue su quella scia”.
Per Akil Dasan, il messaggio della canzone va ben oltre il semplice augurio di una buona giornata. Attingendo alla sua esperienza nell’osservare l’evoluzione di Harlem nel corso degli anni, riflette sul potere della connessione umana, della gentilezza e del semplice atto di riconoscersi a vicenda.

“È stato come se questo brano si fosse scritto da solo”, racconta Dasan. “Vedendo Harlem cambiare nel corso di tanti anni e riflettendo su tutte le persone che hanno continuato a diffondere amore nonostante le molte difficoltà, volevo catturare la forza silenziosa che sta alla base di tutto ciò.
Si dice che salutare sia un gesto di buona educazione, ma forse non se ne comprende appieno il valore finché non si sperimenta cosa significhi non essere ascoltati, compresi e rispettati come si deve”. E prosegue: «Quando diffondiamo amore tra i nostri vicini nel corso degli anni, si creano legami profondi e una solidarietà che non si può comprare. Nel quartiere ci si considera una famiglia, e questo ha senso: la parola inglese per gentilezza, “kindness”, deriva da “kin” – che indica la parentela – ed è un dato di fatto che, a mio avviso, siamo tutti un’unica famiglia umana».