MARIANGELA GUALTIERI A PESARO, ARRIVA UNA POETA IN CITTÀ PER I 50 ANNI DI AMAT

Dal 23 al 27 febbraio Pesaro accoglie Mariangela Gualtieri per Una poeta in città, un progetto di Teatro Valdoca al suo debutto assoluto, realizzato da AMAT (per i suoi 50 anni di attività) e Comune di Pesaronell’ambito di TeatrOltre.

Una poeta in città è un progetto, o meglio come nota Mariangela Gualtieri «un’idea o esperimento che parte dalla convinzione che la poesia possa entrare nelle nostre vite proprio come fa la musica, ogni giorno, come grande alleata che illumina, esorta, commuove o rallegra».

Realizzato a Pesaro per la prima volta, è ben descritto dalle parole della stessa Mariangela Gualtieri: «Che cos’è la città se non la porta dell’amore verso l’universo? E così partiamo dalla città, da questa comunità di gente che per caso o per destino nasce affiancata, in una stessa terra, dentro lo stesso paesaggio. Da tanti anni vengo a Pesaro. Arrivo, mi esibisco col teatro, con la poesia e l’indomani riparto. Ora c’è questa occasione bella di poterla abitare per più giorni. Incontrerò bambini, ragazzi, anziani, e un pubblico vario nelle due serate aperte a chi vorrà. E poi ciondolerò per i viali o sulla sua spiaggia, al mattino, la sera tardi, in un atto di fede nella presenza, nell’esserci anima e corpo in un luogo, aperta all’inatteso, anche io parte di questo insieme armonico che chiamiamo Pesaro. Perché tutto si tiene insieme nella città che è “porta dell’amore verso l’universo”, come dice il poeta Adonis: tutto vuole stare vicino, insieme abitare, imparare, fare acquisti, curarsi, incontrarsi e ora avvicinarsi alla poesia, a quella strana lingua in versi che adesso più che mai pare ambito di risveglio e di sapienza, atto politico verso il mondo. Sì, questo mondo che adesso ci spintona indietro, prima della gentilezza, prima della pietà e della misericordia, prima che le leggi fossero scritte, nel territorio aspro e inaccettabile del più forte. Voglio pensare che questa spinta all’indietro che impongono i violenti, i prepotenti del mondo, serva a uomini e donne di buona volontà per fare uno scatto verso un più acuto, più alto essere umani. E la poesia è il miglior luogo di covatura, di raccoglimento in noi stessi, di slancio. C’è tanto da fare per i pacifici».

Il progetto prevede una serie di incontri, laboratori e spettacoli in città con giovani ospiti di comunità di recupero, bambine e bambini delle scuole elementari, anziani ospiti in residenze sanitarie assistenziali e a tutti gli spettatori e le spettatrici.

Per il 24 febbraio è previsto l’incontro con i ragazzi de L’Imprevisto, comunità di recupero per giovani tossicodipendenti e devianti (definizione giuridica per chi ha commesso reati), mentre il 25 Mariangela Gualtieri conduce i laboratori Giocare con la Poesia con i bambini e le bambine della Scuola Elementari Giansanti (Istituto Comprensivo G. Gaudiano) e gli anziani ospiti della RSA Casa Roverella: «In questo mio laboratorio si gioca con la poesia. Si parte con un verso di qualche poeta eccellente e giocando si arriva a comprendere cosa davvero sia un verso, a sentirne la bizzarria e la potenza, la semplicità e la straordinarietà, la musica e il silenzio. Metterò poi al centro il mio Album per pensare e non pensare (Bompiani) che propone una serie di disegni appena abbozzati e a fianco parole che suggeriscono come completarli. Vengono distribuite alcune pagine dell’Album e ognuno con matita e colori può cominciare a creare il proprio libro di poesia figurata. Si giocherà infine con le sillabe, creando composizioni ritmiche insensate e buffe, alla divertente scoperta della metrica e dei suoi balletti».

Giovedì 26 febbraio, dalle ore 19 alle ore 21, la Sala della Repubblica del Teatro Rossini ospita L’arte di dire la poesia, incontro pratico condotto da Mariangela Gualtieri, in collaborazione con Centro Culturale Città Ideale. Una chiamata pubblica alla lettura di poesia, dove chi partecipa sarà invitato a dire il verso, in comunità provvisoria. L’incontro è gratuito, con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti disponibili.

«Sarà una gioia per me introdurvi come spero alle meraviglie della poesia orale – racconta Mariangela Gualtieri – e guidarvi in questo dire, ora più necessario che mai. È sempre un tempo felice quello che si trascorre insieme recitando e ascoltando i versi dei nostri poeti e poete, meditando e lasciandoci confondere dai loro molteplici significati, enigmi, entusiasmi, ombre, abissali silenzi. Spero di contagiarvi in questo ardore, fino ad arrivare a quello che Amelia Rosselli chiama l’incanto fonico. Contro la violenza e la guerra, le più savie maestre suggeriscono di praticare le virtù contrarie. Recitare una poesia, farlo semplicemente e bene, è ora un atto di cura di noi stessi e del mondo. La poesia è la migliore alleata e vale la pena farcela arrivare vicino, tenerla con noi, in noi, come un buon viatico e al momento giusto recitarla a chi ci è accanto, fare questo inconsumabile dono».

Per iscriversi e partecipare è necessario inviare una e-mail con nome, cognome e numero di cellulare a d.rimei@amat.marche.it. Non è possibile iscrivere più partecipanti da un solo indirizzo e-mail: ogni iscrizione deve contenere il nome di una/un sola/o partecipante. Le iscrizioni saranno accolte in ordine di arrivo, entro e non oltre le ore 12 di mercoledì 25 febbraio. Superato il numero di posti disponibili (pari a 100) sarà istituita una lista d’attesa da cui attingere in caso di rinunce.

La conclusione del progetto è il 27 febbraio al Teatro Sperimentale con Ruvido umano, versi presi dall’omonimo libro einaudiano e dalle prime scritture per il teatro, uno spettacolo con Mariangela Gualtieri che intreccia versi e musica elettronica, in un accurato lavoro con Lemmo e il suo universo sonoro e la regia di Cesare Ronconi.

Un manifesto, questo Ruvido umano, con un largo noi che tiene insieme i vivi, tutti, «quelli che hanno occhi, quelli che hanno ali, quelli con le radici e con le foglie, quelli dentro i mari». Versi presi dall’omonimo libro einaudiano e dalle prime scritture per il teatro. Dopo le vive esperienze con artisti come Stefano Battaglia, Mario Brunello, Uri Caine, Paolo Fresu, Silvia Colasanti e altri, Mariangela Gualtieri si avventura per la prima volta nell’intreccio fra versi e musica elettronica. Musica che impasta rumori, suoni, melodie in una scrittura ben connotata, nella quale la strana parola della poesia pare trovare il suo nido, la sua rampa di lancio, il suo precipizio, la sua pista da ballo, ma anche il suo più profondo silenzio. Un sodalizio felice questo fra Gualtieri e Lemmo, un’ulteriore sosta in quella soglia di ascolto che accorda la voce della poesia con la musica, verso un’intesa che resta ancora poco esplorata e più che mai invitante. Cesare Ronconi è intervenuto col suo piglio, sempre rispettoso ma severo, decisivo nei cambi di rotta e molto in ascolto. Sua la cura dello svolgersi di questo concerto.

La produzione dello spettacolo è di Teatro Valdoca, con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Cesena. Inizio spettacolo ore 21, informazioni e biglietteria 0721 387548, www.vivaticket.com.

Mariangela Gualtieri, poeta e drammaturga, comincia a scrivere versi in seno al Teatro Valdoca da lei stessa fondato insieme al regista Cesare Ronconi. Ogni allestimento di Ronconi la vede presente e partecipe, pronta a captare il giro di forze della scena e a dare ad esso parola. Fin dall’inizio cura la consegna orale della poesia – con letture di versi in Italia e in vari paesi del mondo – dedicando piena attenzione all’apparato di amplificazione della voce e al sodalizio fra verso poetico e musica dal vivo. La sua attività pedagogica è ininterrotta, con laboratori di lettura di versi al microfono.

TeatrOltre è un festival ideato e realizzato all’insegna della multidisciplinarietà dall’AMAT in 11 città delle Marche, palcoscenico ampio per le più importanti esperienze dei linguaggi contemporanei giunto alla ventiduesima edizione e realizzato con il contributo di Regione Marche e MiC a Pesaro, Fano, Urbino, Cagli,Fabriano, Jesi, Montalto delle Marche, San Benedetto del Tronto, Senigallia e Urbania.

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