IL NUOVO ALBUM DI BEI BEI: UNA FUSIONE DI ANTICHI STRUMENTI A CORDA E PAESAGGI SONORI FUTURISTICI

L’artista cinese di base a Los Angeles Bei Bei, in collaborazione con il produttore britannico Paul Elliott, pubblica il nuovo album Two Moons, un’opera cinematografica ambient-fusion radicata nella tradizione millenaria dei 2.500 anni degli strumenti a corda cinesi, mentre abbraccia il sound design elettronico contemporaneo, creando un mondo sonoro che risulta antico, moderno e senza tempo tutto al medesimo tempo.

Bei Bei, artista guzheng di fama internazionale, emergente interprete di guqin e compositore, unisce le forze con il compositore e produttore londinese Paul Elliott per Two Moons, un nuovo album trascendente che dissolve i confini tra passato e futuro, Oriente e Occidente, tradizione e innovazione.

Al tempo stesso intimo e profondo, Two Moons è un’opera ambient-fusion cinematografica che affonda le sue radici nella tradizione di 2.500 anni degli strumenti a corda cinesi, abbracciando al contempo il sound design elettronico contemporaneo. Attraverso sette composizioni immersive, le voci luminose del guzheng e del guqin si intrecciano con sintesi atmosferiche, texture analogiche e una moderna corrente ritmica, creando un mondo sonoro che sembra antico, moderno e senza tempo allo stesso tempo.

photo Stefanie Parkinson

Con sede a Los Angeles, Bei Bei porta la sua inconfondibile arte – rinomata per la sua profondità emotiva, la padronanza tecnica e la fluidità interculturale – in dialogo con le composizioni elettroniche meticolosamente scolpite di Paul Elliott. Piuttosto che propendere per la patina raffinata della produzione elettronica mainstream, Two Moons abbraccia un linguaggio sonoro più caldo e tattile: bordi arrotondati, saturazione del nastro, polverosità analogica e un tocco decisamente umano. Il risultato è una forma di retrofuturismo – nostalgico ma lungimirante – che si distingue dalla musica elettronica contemporanea patinata e hi-fi.

Fin dall’inizio, Bei Bei ed Elliott hanno condiviso una reciproca fascinazione per la musica elettronica lo-fi e analogica – suoni che sembrano vissuti, imperfetti ed emotivamente risonanti. Questa estetica condivisa è diventata il fondamento dell’album. Elliott si dedicò completamente a un flusso di lavoro analogico, utilizzando sintetizzatori e drum machine vintage sincronizzati e programmati come sistemi vivi, spesso sovraincidendo e attivando suoni ed effetti dal vivo mentre le sequenze venivano registrate. Delay e riverberi venivano stampati in tempo reale, consentendo alla musica di evolversi organicamente al momento, anziché essere rifinita all’infinito a posteriori.

“Questo modo di lavorare potrebbe sembrare un compromesso per gli ingegneri contemporanei”, spiega Elliott, “ma per me è stato incredibilmente liberatorio. È il modo in cui queste macchine erano pensate per essere usate, e permetteva alla musica di respirare”.

Una sfida centrale, e un trionfo creativo, di Two Moons risiede nel modo in cui gli strumenti tradizionali vengono trattati all’interno di questa cornice elettronica. Il guzheng, in particolare, occupa un’ampia gamma di frequenze, e l’istinto in un contesto di produzione occidentale potrebbe essere quello di rimodellare o limitare il suo suono. Elliott ha scelto l’approccio opposto. “Cambiare il carattere del guzheng per renderlo più ‘occidentale’ ne avrebbe diluito l’emotività”, affermano Bei Bei e Paul. “Invece, abbiamo intrecciato gli elementi elettronici attorno allo strumento, e a volte abbiamo lasciato che fosse lo strumento a modellare l’elettronica”.

Questa filosofia ha permesso al modo di suonare di Bei Bei di rimanere completamente intatto – espressivo, dinamico e profondamente personale – fondendosi perfettamente con l’ambiente elettronico analogico. L’album non diventa un ibrido di elementi in competizione, ma un ecosistema sonoro unificato in cui tradizione e tecnologia si arricchiscono a vicenda.

L’album è ulteriormente arricchito dalle magistrali performance di musicisti tradizionali: l’acclamato suonatore di erhu Yang Liu, Shu Zhiming (sheng), il famoso suonatore di fiati Ron Korb (dizi), Bin Ma (sanxian) e Jon Monter (zhongruan), che aggiungono strati di consistenza, risonanza e profondità culturale.

Track List:

  • 1. Silk Soiree
  • 2. Shanghai Dreams
  • Walk the Fame
  • Two Moons
  • Cruising in Snow
  • Gaoshan Electronica
  • Midnight Bizarre

Il guzheng, uno strumento a pizzico con oltre 2.500 anni di storia, è celebrato per la sua brillante espressività e gamma dinamica. Il guqin, risalente a oltre 3.000 anni fa, è venerato come simbolo della filosofia e dell’introspezione cinese, noto per i suoi toni delicati e meditativi. Insieme, questi strumenti costituiscono l’antico cuore di Two Moons, reinterpretato attraverso una lente moderna.

L’esecuzione evocativa di Bei Bei può essere ascoltata nelle colonne sonore di importanti film e videogiochi, tra cui Mulan della Disney, Kung Fu Panda 4 della DreamWorks, League of Legends e Civilization VII, per il quale ha anche lavorato come consulente musicale cinese. Ha collaborato con icone globali come Christina Aguilera, è apparsa in uno spot pubblicitario del Super Bowl con Will Smith e si è esibita come solista con la Pacific Symphony.

Dal suo debutto nel 2006, ha pubblicato diversi album originali acclamati dalla critica: Into the Wind (Ubiquity Records), Heart of China (Universal Music), Year of the Funky (Légère Recordings) e Rhythm of China (Hatch for Sleep). Two Moons è pubblicato dall’etichetta Bei Bei Time Productions.

 

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