FRANCESCA CLEMENTE TRA RICORDI DI FAMIGLIA E SOGNI CHE SI AVVERANO

Sta vivendo un sogno ad occhi aperti Francesca Clemente, ventisettenne nata a Fano e cresciuta a Valencia dopo il trasferimento in Spagna dei suoi genitori. Suo padre è Lino Clemente, giovane presidente di uno dei periodi più fulgidi della storia dell’Alma Juventus Fano 1906. Indimenticabili, in particolare, la vittoria del campionato di C2 nel 1990 e l’entusiasmante quinto posto in C1 della stagione successiva. Nel calcio si sta ritagliando delle belle soddisfazioni anche Gianluca, figlio del fratello di Lino, ovvero Achille, di due anni più grande di Francesca e dal 2015 ininterrottamente in C dopo l’esordio in D in granata appena diciassettenne. La cugina si sta invece affermando nella danza, con un talento che l’ha portata ad essere scelta da Will Smith per il suo recente tour di concerti in Europa, Regno Unito e Marocco.  

Fano, Francesca, l’hai lasciata presto, che legame hai però con la nostra città?

<Sì l’ho lasciata che avevo appena due anni, ma sono rimasta legata. Avendo i nonni, zii e cugini, è sempre stato un piacere tornare a Fano. Come anche a Cartoceto, visto che mia madre Simonetta è originaria di lì. In futuro, quando la mia vita sarà un po’ più calma, mi piacerebbe però tornare e viverla di più>.

Che racconti ti hanno fatto dell’esperienza calcistica di papà Lino?

<Quando papà parla di quel periodo, si sente l’emozione ed è orgoglioso che ancora oggi si ricordino del presidente della squadra nonostante siano passato diverso tempo. Mi ha raccontato che ci sono stati dei momenti bellissimi, cioè la promozione dalla C2 ed il primo anno in C1 (ndr con allenatori del calibro di Esposito e Guidolin e calciatori arrivati poi in A come Hubner, Baldini, Sottili, Porro), ma anche altri abbastanza duri. Ed e un po’ l’insegnamento che cerca di trasmettermi, vale a dire che non è sempre tutto rose e fiori>.

Qual è l’origine di questa tua passione divenuta una gratificante professione?

<Sinceramente, in principio, avevo bisogno di un’attività che scaricasse le mie energie. Ho provato diversi sport, ma nessuno mi ha convinta. Alla fine i miei genitori, come ultima chance, mi hanno iscritta ad un’accademia di hip hop, e lì ho scoperto la mia passione>.

Volendo indicare una o più persone chiave nel tuo percorso?

<Nel 2015 mi sono iscritta alla nuova accademia a Valencia, la Home Dance Studio, e uno dei miei primi insegnanti è stato Carlos Diaz Gandia (ndr coreografo di fama mondiale che in Italia ha ideato il balletto di “Tuta Gold” di Mahmood e di “Chiamo io chiami tu” Di Gaia). Da quando ho cominciato con lui la mia passione è cresciuta sempre di più, anche perché mi ha preso sotto la sua ala aiutandomi e guidandomi per poi riuscire ad intraprendere la mia carriera da ballerina. Col tempo è diventato un grande amico, oltre ad un buonissimo mentore. Ho avuto la fortuna di circondarmi sempre di amici e ballerini stupendi, tipo Natalia Palomares, Karu Rivera, Javier Berga, Evelio Notario, che sono anche stati fonte di ispirazione>.

Che tipo di preparazione richiede quotidianamente l’essere ballerina a certi livelli?

<Richiede un allenamento costante, tanto sforzo a livello fisico e soprattutto mentale. Quando iniziai alla Home Dance Studio mi allenavo tutti i pomeriggi, dopodiché, finita la scuola, passai a sessioni ogni mattina e sera per almeno 8 ore al giorno: praticamente vivevo lì dentro. Ho anche viaggiato molto all’estero, per potermi formare con coreografi internazionali. Inoltre ho lavorato per ore e ore nei gruppi di competizione, che alla fine sono quelli che mi hanno insegnato come coordinarmi con altri ballerini e la cosiddetta ginnastica posturale preventiva per potenziare la muscolatura e migliorare la mobilità del corpo>.

Che effetto ti ha fatto incontrare Will Smith e com’è stato poi condividerci il palcoscenico ed il “dietro le quinte”?

<La prima volta che lui è entrato in sala prove è stato abbastanza scioccante ed emozionante, ma poi abbiamo conosciuto una persona stupenda, attenta ed estremamente gradevole. Will Smith nel palco è proprio trascinante, perché si vede che adora quello che fa e contagia tutti col suo entusiasmo e la sua energia>.

Will Smith non è peraltro l’unico celebre artista col quale hai collaborato…

<Altre esperienze che mi hanno arricchita personalmente sono state ballare ai LOS40 Music Awards a Barcellona con Maluma ed a Palma de Maiorca con Topic ft A7S, al Forum di Assago a Milano con Rose Villain, in Messico con Lola Indigo. Ho inoltre partecipato ad un videoclip con Aya Nakamura, una cantante francese di origini maliane, lavorato come assistente per Carlos Diaz Gandia nel video “Chiamo io chiami tu” di Gaia, curato da co-coreografa con Nil Barberà gli YouTube Works Awards Spain, i premi che celebrano le campagne più efficaci e innovative su YouTube, e mi sono esibita pure ad Eufòria, il talent show musicale catalano di TV3>.

Prospettive per il futuro e sogni nel cassetto?

<Mi piacerebbe tantissimo poter effettuare un tour mondiale con qualche artista di talento e carisma, perché quello con Will Smith è stato un viaggio fantastico. Un altro obiettivo è ottenere un’opportunità di lavoro negli Stati Uniti, dove le possibilità di crescita personale sono incredibili. Vorrei poi iniziare piano piano una carriera da coreografa, per mettere in pratica le mie idee. Proprio in questi giorni qualcosa in questo senso si è mosso, visto che avrò la grande opportunità di curare le coreografie per l’edizione 2026 della storica Copa del Rey di pallacanestro, che sarebbe la Coppa del Re o Coppa di Spagna, in programma proprio nella nuova e meravigliosa Roig Arena di Valencia dal 19 al 22 febbraio. Un altro passo, insomma, verso la realizzazione di un sogno>.

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