Gioco illegale online, le Marche decime in Italia per le ricerche di casinò senza licenza
La regione precede territori molto più popolosi come Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto. Sullo sfondo, 9 milioni di utenti attivi in un mercato nero che vale 3 miliardi di euro l’anno.
Le Marche si collocano nella prima metà della classifica nazionale sulle ricerche legate al gioco online fuori dal circuito legale. Lo rileva un’analisi condotta da Casinos.com su cinque anni di dati Google Trends, dedicata a quattro parole chiave che gli utenti italiani digitano centinaia di volte al mese per raggiungere piattaforme prive di licenza italiana.
Sulla ricerca “casinò non AAMS”, la formula più utilizzata per individuare gli operatori senza licenza in Italia, le
Marche ottengono 78 punti e si collocano al decimo posto, appaiate all’Umbria. Alle loro spalle Piemonte (74), Toscana (72), Emilia-Romagna (70), Veneto e Friuli-Venezia Giulia (68), mentre la graduatoria è guidata dalla Basilicata (100), seguita da Molise e Sicilia (97).
Undicesime per i “trucchi slot”, assenti dalle altre due classifiche
Il secondo piazzamento arriva dalla ricerca “trucchi slot“, dove le Marche ottengono 30 punti e si collocano all’undicesimo posto, alla pari con Lombardia, Liguria, Toscana e Veneto. È un dato che merita attenzione, perché chi digita quelle due parole non cerca un operatore su cui giocare, ma una scorciatoia che nessuna slot machine legalizzata può offrire: il rendimento di questi apparecchi è una media calcolata su milioni di giocate, non una soglia individuabile o forzabile.
La regione non compare invece nelle graduatorie relative a “Telegram casino” e “casinò stranieri“, dove i volumi locali restano sotto la soglia minima necessaria a produrre un dato statisticamente significativo, circostanza frequente nei territori meno popolosi. Proprio sulla domanda di presunti trucchi si sono concentrate alcune delle tecniche di adescamento più recenti documentate dall’Osservatorio sul Gioco Online Illegale di Data Room Nexus: inserzioni sui social network e bot che annunciano di aver rilevato, grazie all’intelligenza artificiale, presunte “anomalie” nel rendimento delle slot, per indurre gli utenti a registrarsi e depositare denaro reale su piattaforme prive di licenza.
Un mercato nazionale da 3 miliardi l’anno
Le ricerche analizzate si inseriscono in un contesto di dimensioni rilevanti. Secondo il secondo report dell’Osservatorio Nexus, nel primo semestre del 2026 quasi mille siti di gioco illegale monitorati hanno registrato 37,2 milioni di accessi, riconducibili a circa 9,2 milioni di utenti italiani, per una raccolta stimata in un miliardo e mezzo di euro nel semestre e circa 3 miliardi su base annua.
Si tratta inoltre di un circuito difficile da contrastare: a ogni dominio oscurato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ne subentra in poche ore un altro identico, che conserva i dati di registrazione e il saldo degli utenti, mentre le community su Telegram provvedono a comunicare i nuovi indirizzi. Sono piattaforme che restano fuori da ogni obbligo di legge: nessun limite di deposito, nessuna verifica dell’età, nessun accesso al registro nazionale di autoesclusione e nessuna garanzia sul pagamento delle vincite.
Il commento
“I dati sulle ricerche raccontano il lato meno visibile del fenomeno, quello della domanda”, commenta Daniele Alfieri, Responsabile Media & PR di Casinos.com. “Sapere dove quella domanda è più intensa è utile a chi si occupa di prevenzione e di informazione, perché indica su quali territori è più urgente far conoscere la differenza tra un operatore autorizzato e uno che opera al di fuori di ogni regola e di ogni tutela per il giocatore”.